Adro, ovvero il leghismo nei fatti

13 settembre 2010 1 commento

Non so se avete sentito (immagino di sì) di quel comune in provincia di Brescia, Adro, dove circa cinque mesi fa il sindaco leghista era balzato agli onori delle cronache per aver impedito l’accesso alla mensa scolastica a quei bambini le cui famiglie (in maggioranza famiglie immigrate da altri Paesi) non avessero ancora saldato la retta per problemi economici; un atto che si commenta da solo per l’assenza di carità e senso di solidarietà, per fortuna cancellato dal provvidenziale intervento di un imprenditore locale che generosamente si è fatto carico dell’insolvenza delle famiglie saldando personalmente il debito.

Il sindaco (tale Oscar Lancini) era anche intervenuto alla trasmissione di Michele Santoro, Annozero, dove aveva difeso il suo brutale e insensibile operato spalleggiato da un gran numero di suoi concittadini, che ritenevano giusto escludere dal servizio di refezione chi non poteva permetterselo. Adesso un nuovo caso : il polo scolastico del comune, arredato e decorato sotto supervisione del sindaco Lancini, presenta inequivocabili simboli dell’ideologia padano-leghista; una cosa indecente e inaccettabile, che dovrebbe essere  condannata senza riserve e eliminata immediatamente, che viola e offende la Costituzione.

Questo è un pratico esempio di come le buffonate leghiste non siano solo folklore o battute, ma un pericoloso processo di revisione storica, culturale e politica delle origini della nazione italiana e del suo percorso di unificazione. E di come l’ideologia leghista non si faccia scrupolo di strumentalizzare il percorso educativo dei bambini; bambini che vanno tenuti fuori dalla propaganda politica e guidati con saggezza nel loro percorso educativo.

Bisogna cominciare a riflettere : qual è il tipo di scuola che vogliamo? Quella che educa all’individualismo, all’ostilità pregiudiziale, al vivere per sè stessi, alla conoscenza fine a sè stessa? Oppure vogliamo una scuola che educhi ai valori della cittadinanza, dell’uguaglianza sociale, della curiosità per il mondo circostante, e che prevenga queste schifezze pseudo-ideologiche? La Lega di Adro rappresenta solo la punta di quel grande iceberg che sarà la riforma Gelmini, una riforma che non si occupa esclusivamente di burocrazia scolastica, ma dell’intero sistema educativo e delle sue regole. Se si accetta con passività episodi di strumentalizzazione volgare come quello di Adro, dove si permette che la politica si sovrapponga al processo educativo, la riforma Gelmini, che è un cancro per questo Paese, un monumento all’individualismo sfrenato e un chiaro tentativo di costruire una società basata esclusivamente sul consumismo e sull’istruzione finalizzata esclusivamente al lavoro e quindi al guadagno, avrà la strada spianata.

Come cittadino, mi auguro solo che quei bambini abbiano un’educazione migliore dei loro genitori, così solerti nel sostenere il sindaco nel suo operato e pronti ad accettare col sorriso sulle labbra (come se fossero scherzetti di Carnevale o trovate simpatiche) il sole celtico sui muri della loro scuola, e ribadisco LORO, non del sindaco o della Lega di Adro, perchè la scuola è di tutti, è pubblica, non è proprietà di nessuno nè un mezzo di educazione ideologica come all’epoca del nazifascismo, a meno che la lezione di Goebbels e del suo Reichminister Fur Propaganda sia già passata n cavalleria.

(intitolare l’edificio all’ideologo leghista Gianfranco Miglio poi è il massimo…)

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Posti magici #1

A me viaggiare piace tanto, tantissimo; quando si può vedere un posto nuovo, dove non sono mai andato, io prendo sempre la palla al balzo e parto. Tra il 6 e il 10 settembre di quest’anno ho passato alcuni giorni a Barcellona, una città che mi ha stregato e conquistato : è una citta viva, che ti fa sentire a casa tua, piena di gente meravigliosa e accogliente, con migliaia di posti da vedere e visitare, dove immergersi appieno nell’atmosfera catalana. Uno che mi ha colpito tra questi in particolare, è il monastero medievale (oggi trasformato in un museo) di Pedralbes, quartiere collinare  che è più o meno come da noi a Bologna il Saragozza nella parte che va verso S.Luca.

Il monastero è un’oasi di silenzio e di pace, e oltre alla collezione di dipinti fiamminghi e le varie stanze ben conservate, ha un chiostro bellissimo, che da solo esprime benissimo l’atmosfera del monastero… ecco la meraviglia!

Astuzie catalane

11 settembre 2010 1 commento

Notate questi poveri ragazzi : siccome a Barcellona e in Spagna in generale la polizia è molto più severa verso i venditori ambulanti, hanno inventato questo simpatico stratagemma per sbaraccare in fretta ogni volta che si vedono agenti della Guardia Civìl in giro ed evitare così fermi, controlli o sequestri della merce.

Un’angolo di povertà che non va ignorato, condito da un pizzico di genialità e inventiva…

La meglio gioventù

Voglio inaugurare il mio nuovo blog parlando di giovani, in particolare di giovani impegnati in politica, ancora più nel dettaglio, di giovani del PD, il partito di cui vado fiero di far parte. Non parlerò degli ormai noti e arcinoti Pippo Civati, Matteo Renzi, Debora Serracchiani, ma di una persona in particolare che conosco molto bene e di cui sono molto amico : la persona in questione si chiama Enrico Procopio, ha 18 anni ed è mio collega di partito nonchè di circolo (siamo entrambi iscritti al circolo PD di Budrio, in provincia di Bologna). Come accade ogni tanto, la nostra amicizia si basa, oltre che sulla stima e sul rispetto reciproco, anche sul fatto che siamo persone agli antipodi, cioè abbiamo visioni completamente diverse su molti temi attuali, e forse proprio per questo siamo tanto amici, perchè siamo d’accordo una volta sì e tre no, ci completiamo un po’nel pensiero ecco.

Naturalmente, non sto ora a raccontare delle nostre infinite discussioni sui temi più disparati, anche se in alcuni casi facciamo concorrenza ai film di Totò e Peppino De Filippo per i livelli di comicità cui si arriva nel discutere, però qui voglio parlare di una cosa che Enrico ha fatto e che mi ha visto assolutamente d’accordo con lui : ha preso carta e penna (virtuali, ovviamente) e ha scritto sul suo blog una bellissima riflessione su cosa significhi al giorno d’oggi essere di sinistra, specialmente per quel che riguarda il modo di porsi e il tema del linguaggio (consiglio di leggere quello che ha scritto, e potete farlo qui).

Enrico ha tracciato in poche righe quello che penso anch’io e credo molte altre persone, cioè che opporsi politicamente a qualcuno non può significare sempre e solo contestazione sistematica e organizzata o tentare di metterlo a tacere tramite l’uso delle maniere forti : l’avversario va demolito confutando punto per punto le sue argomentazioni, dimostrando la fallacità delle sue tesi. Nel dettaglio, Enrico analizza gli episodi delle contestazioni a Marcello Dell’Utri e a Renato Schifani ad opera di Popolo Viola, grillini, militanti PD,etc.. e qui si pone un punto importante : Enrico non condanna i motivi che hanno spinto le persone a contestare (e nemmeno io mi sogno di farlo), bensì il metodo : così, dice Enrico, regaliamo ai vari Schifani e Dell’Utri una immagine di vittime, immagine che non gli si addice per nulla.

Sul palco, davanti a tutti, con dibattiti pubblici, lì Dell’Utri e Schifani vanno messi davanti alla realtà, sbugiardati, svergognati; non contestandoli e limitandosi ai soli slogan offensivi. Per questo motivo, io mi sento grato ad Enrico per quello che ha scritto : noi siamo democratici anche per questo, accettiamo i confronti pubblici e lasciamo agli altri la possibilità di esprimersi e argomentare per meglio dibattere con loro, e se possibile mandarli a casa smontando i loro ragionamenti.

La linea da seguire è quella implicitamente indicata da Enrico : con Grillo e Di Pietro, con il Popolo Viola e quello delle Agende Rosse, il PD dovrà lavorare per trovare i punti in comune utili per stabilire un percorso comune su un programma serio e condiviso il più possibile, che incanali quindi anche gli umori “violenti” e incontrollati (ma ricordiamo, con una base di fondatezza) che ora, così come sono, rischiano di di rivelarsi disastrosi sia per il PD che per il popolo del centrosinistra.

Bravo a Enrico, che con saggezza e senza troppi sconquassi indica quello che dovrà essere il PD del futuro, anticipando la new generation della politica.